Alle radici dell’olio umbro

 

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Ancora non avete programmi per questo weekend? Allora non c’è niente di meglio che una passeggiata fra gli ulivi: è in questa stagione, infatti, che questo ambiente restituisce al visitatore il meglio di sé. Seguire i sentieri impervi in zone collinari, perdersi fra alberi centenari che offrono il loro pregiato frutto alla raccolta, incontrare gli ulivicoltori ed i loro collaboratori in una grande festa familiare, circondati dalle finissime reti aperte per accogliere le olive in caduta quasi fossero suggestive amache, è un’esperienza da non perdere.

Dopo la passeggiata, l’appuntamento da intenditori è al frantoio. L’Umbria è, per definizione, la regione verde d’Italia, ma in questo periodo si tinge di tutte le possibili tonalità del colore: dalle foglie, alle olive, all’olio. Per non parlare del gusto.

Noi abbiamo assaggiato la delicata e pungente intensità del prodotto extravergine di Trevi, assistendo a una vera e propria lezione nell’azienda che lavora i frutti della fascia collinare dell’Appennino umbro. Il Frantoio di Trevi inaugura proprio oggi e domani – sabato 30 e domenica 31 ottobre 2010 – la stagione dell’olio nuovo, e l’occasione è buona anche per festeggiare i venticinque anni dalla costruzione dell’attuale impianto.

Innanzitutto è bene dire che le olive di quest’area crescono in una zona protetta, tra Assisi e Spoleto. La coltivazione qui è antichissima, e risale fino all’epoca etrusca. Esiste ancora oggi un albero, noto come l’ulivo di Sant’Emiliano, che è datato al 304 dopo Cristo: l’anno in cui il martire che gli dà il nome vi fu legato per essere decapitato, secondo un antico codice del IX secolo. Si tratta di un vero monumento naturale, e questa circostanza ne testimonia anche l’alto valore storico: misura nove metri nella sua circonferenza originale, e nonostante i suoi millesettecento anni d’età ancora produce olive, che i soci del Frantoio di Trevi sono orgogliosi di spremere.

In questa settimana è tempo di raccolta: la stagione è appena cominciata, e si protrarrà fino a dicembre. A mano, come ancora usa qui, su queste colline fra trecento e seicento metri di altitudine. Entro ventiquattr’ore, le olive vengono già molite al frantoio, come impone il rigido disciplinare di produzione, in modo da conservare l’eccellente qualità di questo famoso olio, che annovera fra i suoi clienti oltre seimila famiglie che ricevono le bottiglie al loro domicilio, ma anche importanti destinatari quali i ristoranti Chez Maxim’s di Parigi e del Senato della Repubblica Italiana, l’Amministrazione Umberto Agnelli, le catene alberghiere Jolly Hotels e Le Meridien, la famiglia di Michelangelo Antonioni e i supermercati inglesi Tesco.

Trenino_low.jpgMeglio sbrigarsi, per garantirsi un assaggio dell’olio novello. L’appuntamento è al Frantoio di Trevi (Perugia) in località Torre Matigge: e ce n’è davvero per tutti i gusti. Chi non sa star fermo pprendere l’OlientExpress, il trenino gratuito che conduce i visitatori attraverso le più importanti tappe della storia verde: la raccolta all’oliveto “La Chiusa de li maleditti”, l’ulivo millenario di Sant’Emiliano, il Museo della Civiltà dell’Olivo e dell’Olio e il centro di Trevi. Coloro che desiderano assaporare le inedite combinazioni dell’extravergine sono invitati all’Olio Farm, dove esperte estetiste provano gratuitamente gli esclusivi cosmetici al dop Umbria. I bambini si ritrovano a Giocolia, miniclub con giochi, laboratori sensoriali e disegni a tema. Come in tutto l’anno, sono possibili visite guidate di taglio scientifico-culturale al moderno impianto di lavorazione, attraverso un curatissimo allestimento che addirittura ripropone – al centro dello stabilimento produttivo – la loggia dei mercanti situata nel cuore del borgo di Trevi dove tradizionalmente si stabiliva il prezzo dell’olio, una piazza che accoglie uno spazio museale con antichi attrezzi usati nel secolo scorso per la spremitura e l’imbottigliamento, infine un’accogliente locanda dove assaggiare bruschette specialissime ed esclusive prove di cucina, acquistare l’oro verde e molte altre eccellenze della terra umbra.

 

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Angelo Guidobaldi, presidente della Società Agricola Trevi Il Frantoio, mostra gli antichi attrezzi dello spazio museale

E, prima di lasciare il Frantoio di Trevi alla sua grande festa, perché il filo dell’olio umbro ci porterà lontano, citiamo qui i dati che fanno di questo un luogo verde non soltanto in senso letterale, ma anche metaforico. L’attenzione alla natura, infatti, ha qui radici antiche come gli ulivi: innanzitutto, qualità e sostenibilità non sono concetti vaghi, ma la cosiddetta qualità totale e la Certificazione Volontaria di Prodotto sono gli strumenti di garanzia del consumatore di cui i sessanta soci dell’azienda hanno deciso di dotarsi, dopo aver ricevuto fin dal 1994 la certificazione ISO 9002 – primo frantoio in Italia – mentre un impianto fotovoltaico di novanta chilowatt inaugurato nell’ottobre di un anno fa – in questo caso fu il primo in Umbria, il più grande in Italia – provvede al fabbisogno elettrico dell’intero ciclo di produzione.

Qui a Trevi si potrà tornare il prossimo fine settimana, sabato 6 e domenica 7 novembre, per un’altra tappa di “Frantoi Aperti”, la manifestazione che interesserà molte aziende produttrici dell’olio extravergine di oliva dop Umbria fino a mercoledì 8 dicembre.

Una grande festa lunga un mese e mezzo: sei golosi weekend di concerti, sagre, incontri letterari, mostre, performance artistiche e spettacoli, ma anche tanto buon cibo. Dieci i comuni coinvolti: Trevi, Spoleto, Giano dell’Umbria, Castel Ritaldi, Valtopina, Gualdo Cattaneo, Castiglione del Lago, Spello, Montecchio e Campello sul Clitunno. Un assaggio virtuale della rassegna? Si può scegliere se raccogliere le olive, assistere alla frangitura, visitare i musei della civiltà contadina locale, avventurarsi in percorsi di trekking fra gli alberi secolari o nei borghi storici, partecipare a laboratori tematici e degustare l’olio novello direttamente nei frantoi che, per l’occasione, si trasformano in inediti palcoscenici per gli appuntamenti culturali. “Frantoi Aperti” è anche una buona occasione per scoprire il cuore verde d’Italia attraverso i cinque itinerari delle sottozone dell’olio dop Umbria: Colli del Trasimeno, Colli Orvietani, Colli Amerini, Colli Assisi-Spoleto e Colli Martani.

E con il ricordo vivissimo di quella spremuta di olive, e ancora in gola il gusto gradevolmente forte di uno straordinario extravergine, la pelle vellutata e morbida come soltanto la crema al dop Umbria può lasciare, procediamo il nostro viaggio in una terra che ci riserverà molte altre belle sorprese.

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