Diritti umani, dal cinema alla realtà

 

logo Cinema e Diritti.jpg

I diritti universali non sono sempre e soltanto qualcosa da difendere per proteggere popolazioni distanti da noi, perché le fragilità delle società sono molteplici e le occasioni per soprusi e ingiustizie possono presentarsi quotidianamente. Per questo l’occasione di una manifestazione culturale di ampio respiro, specie se promossa in una città-simbolo come Napoli e il suo hinterland, equivale ad un viaggio intorno al mondo e dentro se stessi. Proiezioni, incontri, dibattiti, reading, concerti sono stati la forma del terzo Festival del Cinema dei Diritti Umani, che si è tenuto nel capoluogo partenopeo dal 9 al 16 novembre 2010.

Uomini che odiano le donne - le donne 2.jpgErano presenti testimoni di diritti calpestati provenienti da sette Paesi del mondo, e si è parlato di Palestina, Colombia, Irlanda del Nord, Sahara Occidentale, Argentina; ma anche del coraggio delle donne, di senzatetto, di sport come educazione, legalità, diritto all’informazione e integrazione.

Una manifestazione culturale entrata a pieno titolo nello Human Rights Film Festival Network, che lega ventinove città del mondo ed è sostenuto da Amnesty International e da Human Rights Watch. E che, dalle dichiarazioni conclusive del coordinatore Maurizio Del Bufalo, è stato solo il primo passo verso un cambiamento sociale che deve comprendere tutti gli aspetti del vivere quotidiano.

 

Uomini che odiano le donne - i bambini.jpg

«Il mondo della scuola (media e universitaria) – ha riflettuto il promotore napoletano – ha un bisogno sempre maggiore di introdurre nella sua offerta formativa gli aspetti di studio relativi ai diritti universali e della storia recente del mondo, così come non può trascurare di raccontare le dittature del Novecento e le guerre dimenticate. A tale proposito, il cinema dei diritti umani è uno strumento formidabile di attenzione e di descrizione».

Uomini che odiano le donne - figli della violenza.jpgE la sfida dei prossimi mesi, a sipario abbassato, sarà proprio quella di introdurre nuovi elementi di spunto nella società partenopea, travagliata da sempre nella sua cultura e nella sua identità: «Il Festival – ribadisce Del Bufalo – ci ha aiutato a comprendere che Napoli può invitare periodicamente tutta la società civile del mondo a discutere dei suoi problemi e di possibili soluzioni, ma per tutto questo c’è bisogno di disegnare un futuro per la nostra iniziativa e trovare partner affidabili e sensibili. Ciò che emerge con forza – ha proseguito – è che il mondo dell’associazionismo napoletano e campano ha bisogno di spazi legali e fisici e di coordinamento costante, per aiutare le istituzioni a guidare la città fuori dalle sabbie mobili dellillegalità diffusa e della corruzione».

Bambine Rom a Giuliano.jpg

 

 

Uomini che odiano le donne - le donne 1.jpg

Se da uno spettacolo e da un dibattito di livello internazionale si arriva a questo, anche per il futuro il successo del Festival del Cinema dei Diritti Umani sarà assicurato.

Lascia un Commento