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21/10/2011

Dati sensibili e migrazione forzata

raccoltadatiyemen.JPGQuando si parla di viaggio, alle nostre latitudini, il punto di vista occidentale dello spostamento a fini di conoscenza, scoperta, svago prevale. Ma è fondamentale ricordare che esistono al mondo moltissime altre esperienze ed avventure memorabili, assai spesso così vicino a noi, che non vengono richiamate alla memoria quando si parla di turismo. Sono in effetti situazioni molto diverse, non fossero accomunate da una partenza e un arrivo.

Rifugiati, migrazione forzata, flussi clandestini sono viaggi che con difficoltà ricordiamo proprio per il dramma che sempre sta dietro le storie e i destini di quelle persone. Ma esistono organizzazioni che di questi spostamenti si occupano e si interessano, così come vengono pubblicate riviste appositamente dedicate. Una di queste si chiama “Forced Migration Review”, appunto la rivista della migrazione forzata, e viene pubblicata dal Centro Studi sui Rifugiati del Dipartimento di Oxford per lo Sviluppo Internazionale, presso l’Università di Oxford, in inglese, arabo, spagnolo e francese, tre volte l’anno.


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Uno degli studi più recenti in essa comparsi, dal titolo “La condivisione dei dati sensibili sui migranti forzati”, è stato realizzato sull’esperienza diretta dell’organizzazione umanitaria italiana Intersos, e riguarda una piattaforma tecnologica denominata Gis – Geographic Information System – utilizzata in Darfur, in Chad e in Yemen per stendere il profilo dei bisogni delle popolazioni rifugiate e tenere traccia dei loro movimenti su vasti territori. Un primo passo fondamentale – com’è comprensibile – per attivare le azioni opportune di solidarietà.

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