La Passione di Cristo e di Sordevolo

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Si dice che l’Italia sia un Paese di santi. E la santità, così come la creatività, la gioia di vivere, l’impegno civile e la spiritualità – non me ne vogliano i portatori di un pensiero conservatore – spesso trovano vie inedite per esprimersi e manifestarsi. Sono più o meno queste le riflessioni che mi hanno accompagnato quando ho assistito all’anteprima nazionale per la stampa di uno spettacolo straordinario di teatro popolare, che si tiene ogni cinque anni a Sordevolo, piccolo centro del Biellese. La Passione di Cristo, che qui si rievoca fin dal 1816 grazie alla partecipazione entusiastica e volontaria degli abitanti dell’intero paese, è un autentico esempio di dilettante professionismo, di partecipazione, di tradizione, di identità comunitaria, insomma di passione.

© Foto Giovanni Fasoli

A guardare quei capelli lunghi, quelle barbe cresciute, i costumi di antico sapor mediorientale, quelle seicentocinquanta paia di sandali e calzari d’epoca, e poi le croci del martirio sul Calvario, finanche gli asini e tutti gli animali coinvolti nella scenografica rappresentazione, che riproduce con massima cura un angolo di Palestina nella piazza del paese, può sembrare di trovarsi di fronte a una produzione cinematografica. Tanta è la coerenza storica che i sordevolesi, ormai da quasi due secoli, hanno raggiunto, e con la quale vivono, più che recitare, il loro grande progetto – anima e corpo, c’è da sottolineare: Gesù Crocifisso rimane immobile su quel palo di legno a tre metri d’altezza, seminudo, e se capita anche sotto una pioggia battente, per una buona mezz’ora.

Il tema religioso, rievocato da un difficile testo in rima della fine del Quattrocento, arrivato in questo centro del Biellese attraverso uno scambio commerciale con panni e tele pregiati dell’antica tradizione tessile locale, passa oggi quasi in secondo piano: quel che colpisce, ed è straordinaria, è la forza dell’impegno di queste persone che trascende le generazioni. L’eredità che a Sordevolo si tramanda infatti, prima di qualunque altra, è la parte di San Pietro, di Maria la Madonna, di Giuda il traditore e degli altri personaggi biblici, che fu un tempo del bisnonno, poi del nonno, quindi del padre e oggi del figlio. E al pensiero di uno spettacolo lungo due ore e un quarto, senza intervallo, che dall’edizione 2005 vanta anche una colonna sonora originale composta dal maestro Giulio Monaco, prevede trentasette parti recitate, e per ciascuna parte si preparano tre attori che ruotano a turno, meglio si capisce l’impegno richiesto a un borgo abitato appena da milleduecentottanta persone, di cui una settantina bambini: tutti loro – è utile ribadire – sono coinvolti a vario titolo nell’iniziativa di questa personalissima Passione di Cristo. E per cinque anni lavorano, volontariamente e con lo stesso entusiasmo della stagione scenica, ad organizzare l’evento che verrà.

Dal fotoservizio di Giovanni Fasoli, che pubblichiamo nell’album tematico, emerge chiaramente l’essenza della rappresentazione sordevolese, che in questa edizione è ancora visibile per il pubblico fino al 19 settembre 2010: è l’impegno, è la gente, è l’intensità dei ruoli – che non sono propriamente parti teatrali, ma sono la convinzione di dar vita a un grande evento carico di umanità che accompagna ciascun abitante, dai falegnami che allestiscono l’imponente palcoscenico nei mesi precedenti la manifestazione, alle sarte che cuciono e creano oltre seicento costumi originali, al regista Celestino Fogliano che con sapienza inventa ogni quinquennio qualche particolare nuovo per la scena, un’idea per animare i plebei fra le comparse, una prova inedita di gestione dei momenti di folla, o di quelli cruciali della storia cristiana.

Da quei volti, fortemente presenti nelle parrucche e nelle espressioni, si può riconoscere un paese di modeste dimensioni che ha saputo fare di una tradizione locale un’occasione unica per ritrovarsi intorno ad un progetto, e allo stesso tempo un motivo per la promozione turistica di un territorio già meta di frequenti pellegrinaggi, per la ricchezza di testimonianze architettoniche e religiose che qui hanno una lunga storia, come i sacri monti ad esempio, dove uomo e natura hanno sempre convissuto in un’aura di spiritualità. Oggi, e da tempo ormai, la rappresentazione della Passione di Sordevolo – che si replica, lungo tutta la stagione estiva, per trentuno giorni – è un’interessante proposta per avvicinare il teatro popolare e un’intera cittadinanza, che sa accogliere lo spettatore-visitatore come a casa: passeggiando per il paese, nelle ore precedenti e seguenti lo spettacolo, non è raro e inconsueto incontrare un benevolo San Pietro, riconoscibile anche in abiti borghesi, o una dolce Madonna, un cavalleggero o un componente della banda musicale. Ciascuno di loro, se avvicinato, sarà una scoperta culturale.

È una sfida: andate a Sordevolo, e chiedete al primo che passa per la strada di raccontarvi la sua Passione. Rischiate di entrare in un mondo antico, che contagerà con crescente entusiasmo chiunque avrà il desiderio di carpirne i segreti. Il consiglio da amico è quello di prendersi il tempo di avvicinare il paese in un giorno qualsiasi, in questa fine d’estate, prima che anche i bambini inscenino la loro piccola grande Passione di Cristo di nuova generazione, anch’essi con la professionalità che da sempre osservano nei loro familiari adulti: assistere poi allo spettacolo, dopo aver conosciuto da vicino quei volti, riconoscendo quelle figure non già dall’abbigliamento ma dagli sguardi, sarà un’esperienza culturale e umana di autentica emozione. E veder arrivare improvvisamente la biga con Ponzio Pilato, o scambiare due chiacchiere con un soldato romano, a quel punto vi sembrerà la cosa più naturale del mondo.

Per le informazioni pratiche, la descrizione dell’evento, le modalità di partecipazione e prenotazione, i costi e ulteriori approfondimenti si rimanda ai link citati nel testo. A me resta soltanto da aggiungere – una nota su tutte – che il 60% del ricavato dell’intera stagione viene devoluto dall’Associazione Teatro Popolare di Sordevolo per opere benefiche. Se questa non è Passione….

La Passione di Cristo e di Sordevoloultima modifica: 2010-09-04T19:45:41+02:00da admin
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